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Progetto Artemisia: "Et manchi pietà" - Lo spettacolo

 et manchi pieta fondazione arcadia/anagoor

“Et manchi pietà” – Anagoor & Accademia d’Arcadia

Sito web dedicato  www.etmanchipieta.com

Il progetto nasce dall’esigenza di dar vita a una creazione multimediale e multidisciplinare di videoart/musica dal vivo che, partendo dall’opera della pittrice Artemisia Gentileschi (Roma 1593 – Napoli ca. 1656) si propone di esplorare alcune particolarità della pittura e della musica del primo barocco italiano, mettendo in risalto le specificità creative e il loro portato emotivo.


Figlia di Orazio Gentileschi (uno dei primi pittori caravaggeschi italiani), e fino a pochi decenni fa ricordata soprattutto per la vicenda del processo per stupro - intentato al collaboratore del padre Agostino Tassi, da cui fu violentata non ancora diciottenne - Artemisia ha dovuto attendere oltre trecento anni per veder riconosciuto appieno il proprio valore come pittrice.
La forza espressiva delle opere e la statura della figura artistica di Artemisia sono state spesso travisate e interpretate in chiave femminista, psicoanalitica o altro, attraverso una lettura incentrata sul puro fatto di brutale cronaca scandalistica. La figura artistica di altissimo livello di Artemisia è stata rivalutata prima dal Longhi, e in seguito da vari studi e mostre a partire dal 1991. La grande mostra (forse la più completa ad oggi) svoltasi a Milano a Palazzo Reale dal 22 settembre 2011 al 29 gennaio 2012 ha restituito all'artista romana piena dignità artistica: in seguito alla visione della mostra è nata l'idea del seguente progetto.

Il video

Evocare per immagini una figura emblematica come quella di Artemisia Gentileschi, la cui produzione iconografica, già di estrema e autonoma potenza, si legò fin da subito nell’immaginario collettivo così vorticosamente e a doppio filo agli scenari di una vita tempestosa e violenta, è una sfida. Concepire un apparato visivo che dialoghi in equilibrio con la musica antica senza imporsi come medium dominante è un’altra sfida. Anagoor in stretta collaborazione artistica con Accademia d’ Arcadia raccoglie queste sfide e progetta un dispositivo per una grande visione che si sprigioni in concerto con la musica. Tredici grandi quadri, tredici stazioni di una vita, sposano altrettanti brani musicali di Monteverdi, Merula, Strozzi, Castello, Landi, Rossi, Falconieri, Fontana, Trabaci, Marini, traducendone l’umore melanconico o quello violento o quello esuberante, legandoli indissolubilmente ai temi pittorici della Gentileschi e ad un gesto artistico dalla potenza rabbiosa la cui eco è capace di permanere come un fantasma a distanza di secoli.
Pur celebrando l’importanza della pittura di Artemisia, emancipata ormai dagli aspetti scandalistici e dall’influenza artistica del padre, Anagoor sceglie come di consueto, nella propria produzione, di non separare l’arte dalla vita, di non costringere l’atto artistico in asettici compartimenti stagni. Bensì preferisce accordarci a quella nota dominante che lega insieme le scelte delle composizioni, dei temi e dei colori: quel tuono evidente che pur anche non legato obbligatoriamente al fatto traumatico, dice del dolore umano che informa di sé il gesto artistico. E si accinge a dar vita ad un dedalo di immagini che riveli, nell’intrico, la potenza di un fiore che sboccia dal lutto, dalla coercizione e dal sangue.

Le musiche

Ottima liutista amante della musica, Artemisia Gentileschi intrattenne rapporti anche epistolari con celebri musicisti suoi contemporanei. L’impaginato musicale segue le vicende di Artemisia durante i suoi soggiorni nelle principali città italiane (Roma, Firenze, Venezia e Napoli) e presenta brani di compositori attivi in quelle città negli stessi anni. Sono stati selezionati i compositori più rappresentativi e i brani volti a illustrare al meglio un percorso estetico ed emotivo evocati dalla narrazione dell’istallazione video.
Il primo trentennio del secolo, affrancandosi progressivamente dall’estetica tardo rinascimentale, elabora un linguaggio del tutto nuovo: rappresenta perciò uno dei periodi più importanti dell’arte musicale, un lasso di tempo in cui la musica italiana, scardinando le vecchie regole dell’estetica classicistica, da vita a nuove forme. (La nascita della monodia e dell’opera, l’uso di forme aperte, lo sviluppo della musica strumentale, la teoria degli affetti, l’attenzione al testo declamato, lo sviluppo di un nuovo linguaggio armonico, l’apertura dei primi teatri pubblici: tutte manifestazioni di un mondo musicale immerso in un vortice di cambiamenti estetici e di linguaggio profondi, che, pur derivando in gran parte dallo sviluppo e dalle pratiche del periodo precedente, segnano per molti aspetti l’inizio dell’era moderna, anche nella convinzione che la musica abbia il potere di “muovere gli affetti” e suscitare emozioni).
L'estetica barocca del primo Seicento ragiona sulla negazione stessa delle regole e delle certezze, la loro asimmetria, il contraddire, lo stupefare, il meravigliare: la musica e l’arte danno forma all’Infinito e alla ricerca di esso attraverso il principio della meraviglia, l’uso abbondante della metafora e del simbolo, l’illusione del sogno e la prospettiva della metamorfosi universale della realtà. Spesso questa musica predilige il bizzarro e lo “stravagante”, avvicendando contrasti e dissonanze all’interno di forme libere che sembrano rifiutare la simmetria: è un’arte che vuole allo stesso tempo stupire, intimorire, commuovere, richiedere partecipazione e suscitare passione.
Una musica in perenne tensione che spesso rappresenta anche una cultura della trasgressione e di intensi eccessi: caratteristiche che la legano indissolubilmente ai temi estetici elaborati nei dipinti di Artemisia.

Accademia d’Arcadia - Anagoor

Première

22 Settembre 2012, h17
Auditorium Gruppo 24 Ore, Milano
Festival MITO Settembre Musica
Concerto trasmesso in live streaming

Repliche

Bassano Opera Festival
Bassano del Grappa, 16 luglio 2013

Festival Settimane Barocche di Brescia
Settimane Barocche di Brescia
venerdì 15 novembre 2013
Brescia - Teatro Grande


Interpreti

Silvia Frigato soprano
Accademia d’Arcadia
con strumenti originali
Davide Monti, Fabio Ravasi, violini
Guido De Vecchi, viola
Claudia Pasetto, viola da gamba
Daniele Bovo, violoncello
Federico Bagnasco, violone
Lorenzo Lio, flauti
Pietro Modesti, cornetto
Marta Graziolino, arpa barocca
Ugo Nastrucci, Leopoldo Saracino, tiorba, chitarra barocca
Filippo Ravizza, cembalo
Alessandra Rossi Lürig, cembalo e concertazione

Scelta e adattamento musiche: Alessandra Rossi Lürig

Progetto video

A cura di Anagoor
Ideazione : Simone Derai, Marco Menegoni, Moreno Callegari
Con: Anna Bragagnolo e Eliza Oanca
Riprese ed editing: Simone Derai, Marco Menegoni, Moreno Callegari
Costumi: Serena Bussolaro, Simone Derai
Sceneggiatura: Simone Derai
Regia: Simone Derai

Capitoli

PROLOGO
Lorenzo ALLEGRI (1567 – 1648)
Primo ballo della Notte d’Amore, Sinfonia (Il Primo Libro delle Musiche, Venezia, Angelo Gardano, 1618)

I.    MUSEO
Claudio MONTEVERDI (1567 – 1643)
Prologo Atto I - Sinfonia Atto II - Sinfonia Atto III  (L’Orfeo, Venezia, Ricciardo Amadino, 1608)

II.    ROGO
Claudio MONTEVERDI
Se i languidi miei sguardi (Lettera amorosa a voce sola in genere rappresentativo) (Madrigali guerrieri e amorosi Libro VII, Venezia, Bartolomeo Magni, 1619)

III.    PADRE
Giovanni Maria TRABACI (1575 – 1647)
Consonanze stravaganti (Il secondo libro de ricercate & altri varij capricci, Napoli, Giacomo Carlino, 1615)

IV.    MADRE
Tarquinio MERULA (1594 – 1665)
Hor ch’è tempo di dormire (Canzonetta spirituale sopra la Nanna) (Curtio precipitato et altri capricii, Venezia, Bartolomeo Magni, 1638)

V.    CASINO DELLE MUSE
Giovanni Battista FONTANA (ca. 1571 – ca. 1630)
Sonata Settima a doi violini (Sonate a 1. 2. 3. , Venezia, Bartolomeo Magni, 1641)

VI.    BAGNO
Andrea FALCONIERI (ca. 1585 – 1656)
Folias echa para mi Señora Doña Tarolilla de Carallenos (Il Primo Libro di Canzone, Sinfonie, Fantasie […], Napoli, Pietro Paolini e Gioseppe Ricci, 1650)

VII.    CADUTA
Luigi ROSSI (ca. 1597 – 1653)
Mio ben (Orfeo, 1647)

VIII.    LA MORSA DELLA SIBILLA
Barbara STROZZI (1619 – 1677)
Lagrime mie (Diporti di Euterpe ovvero Cantate e ariette a voce sola, op. 7, Venezia, Bartolomeo Magni, 1659)

IX.    VENERE
Claudio MONTEVERDI
Sinfonia Atto III – Ritornello atto III – Prologo Atto I (L’Orfeo, Venezia, Ricciardo Amadino, 1608)
Luigi ROSSI
Finale Atto II (Orfeo, 1647)

X.    CAMERA NERA
Barbara STROZZI
Udite amanti - L’Eraclito amoroso (Cantate, arie e duetti Op. 2, Venezia, Angelo Gardano, 1651)

XI.    GIUDITTA
Stefano LANDI (1587 – 1639)
Alla guerra (Quinto libro delle arie, Venezia, Bartolomeo Magni, 1637)

XII.    DANAË
Dario CASTELLO (1590 – 1658)
Sonata X (Sonate concertate in stil moderno, Libro II, Venezia, Bartolomeo Magni, 1644)

XIII.    LA STANZA DI ARTEMISIA
Giovanni Girolamo KAPSBERGER (ca. 1580 - 1651)
Toccata arpeggiata (Libro primo d'intavolatura di chitarrone, Venezia, 1604)

Claudio MONTEVERDI
Sì dolce è ’l tormento (C. Milanuzzi: Quarto scherzo delle ariose vaghezze, Venezia, Alessandro Vincenti, 1624)

EPILOGO
Claudio MONTEVERDI
Moresca (L’Orfeo, Venezia, Ricciardo Amadino, 1608)


ET MANCHI PIETÀ è una produzione Fondazione Arcadia / Anagoor 2012
In collaborazione con Festival MiTo, Centrale Fies
con il supporto di APAP – ADVANCE PERFORMING ARTS PROJECT / Culture Programme 2007—2013 e di SC - Culture of change - University of Zagreb - Student centre Zagreb.
Anagoor è parte di Fies Factory