Davide Monti

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Davide è un violinista che unisce una contagiosa energia con un talento eccezionale per un'espressività naturale. Ricercato direttore, solista, spalla e musicista da camera, è stato descritto come “fenomenale”, “solista di prima classe”, con “un'incredibile freschezza” dove “tutto appare straordinariamente spontaneo e organico”. Tra le sue registrazioni premiate c'è la sua versione delle Quattro Stagioni di Vivaldi che è stata recensita come “di sicuro una delle migliori versioni dell'ultimo decennio”.

Dopo i diploma presi presso i Conservatori di Parma e Verona, il percorso di Davide è in continua evoluzione grazie alla continua ricerca nella prassi storica e alle numerose occasioni di collaborazione e confronto con grandi musicisti noti e meno noti che, in altra maniera o con stile diverso, seguono lo stesso obbiettivo: da Ton Koopman a Michael Radulescu e Gabriel Garrido, da Alberto Rasi, Stefano Veggetti e Susie Napper ad Enrico Gatti, Enrico Parizzi e Stanley Richie (suoi insegnanti di violino), da Emma Kirkby a Roberta Invernizzi e Gemma Bertagnolli, da Sergio Vartolo a Lars Ulrik Mortensen, e John O'Donnell.  

Apprezzato per le sue doti nel lavoro e comunicazione anche con grossi ensemble, ha collaborato come spalla o solista con diverse orchestre tra le quali Orchestra Barocca dell’Unione Europea (EUBO), Il Tempio Armonico (con il quale ha registrando l’integrale delle opere orchestrali di F.E. Dall’Abaco, compositore Veronese del ‘700), il gruppo australiano Accademia Arcadia, Athestis e Accademia de li Musici, La Verdi Barocca, Il Complesso Barocco, Cordia. Nel 2014 ha diretto il gruppo Tafelmusik di Toronto. Ancora più significativo per il livello di approfondimento e sintonia raggiunto è il lavoro in piccoli gruppi e orchestre da camera: l’Accademia Strumentale Italiana, l’ensemble Il Falcone, e Arparla con la moglie arpista Maria Christina Cleary.

Queste numerose collaborazioni sono tutte preziose occasioni di ricerca, sperimentazione e verifica dell'evoluzione e maturazione dell'idea di spartito come “canovaccio”, concetto sotteso a ogni esecuzione e interpretazione. A sostegno di questa “filosofia” sono le ricerche sulla prassi esecutiva antica a proposito di retorica e sull’arte di diminuire, e le esperienze di improvvisazione anche in campi paralleli alla musica “colta” (jazz, teatro, musica popolare, danza).

Si è dedicato alla formazione in diverse occasioni tra cui Master-class e Seminari in Italia, in Francia, Irlanda, Norvegia, nella Rep. Ceca, Austria, Giappone, a Singapore, in Australia, Canada e in Uganda, sempre focalizzando la sua attenzione sul ruolo dell'improvvisazione con un approccio storicamente informato. Nell'a.a. 2010/2011 ha insegnato Improvvisazione Storica al Conservatorio di Vicenza.

Le registrazioni con Arparla includono Allora chiudi gli occhi, il primo CD delle sonate di Spohr per violino e arpa con gli strumenti originali e secondo la prassi storica. E il secondo premiato CD, Le Grazie del Violino è un excursus tra le sonate più belle del XVII secolo. La loro ultima registrazione contiene le Sonate dell'Op. 5 di Marco Uccellini, composizioni innovative e sperimentali raccolte nella prima collezione di brani interamente dedicata al violino e basso continuo: una vera e propria pietra miliare nella storia della musica.

Davide ama parlare con il suo strumento, un violino Guadagnini del 1766.