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Progetto Galileo: "L'ordine dell'occhio" - Lo spettacolo

PROGETTO GALILEO
"L'ordine dell'occhio al cielo" 

 

Ideazione: Alessandra Rossi Lürig e Gianmaria Sortino
Musica interpretata da Alena Dantcheva e Accademia d'Arcadia
Voce narrante: Christian La Rosa
Video: regia e montaggio di Gianmaria Sortino
Produzione: © 2016 Fondazione Arcadia & Habanero

 
« Non ammireremmo noi un musico, il quale cantando e rappresentandoci le querele e le passioni d'un amante ci muovesse a compassionarlo, molto più che se piangendo ciò facesse? ... E molto più lo ammireremmo, se tacendo, col solo strumento, con crudezze et accenti patetici musicali, ciò facesse... »
(Galileo, Lettera a Lodovico Cardi, Opere XI)


Galileo è un progetto performativo che racconta la figura di Galileo Galilei attraverso uno spettacolo di musica live | elettronica | narrazione  e video-arte.

 

 

Trailer #2

 

Sito dedicato

www.galileovideo.org

 

galileo galilei 2

Il nostro obiettivo è dare una prospettiva nuova dell’uomo Galileo, non solo padre del pensiero moderno europeo, ma anche appassionato musicista, figlio di quel Vincenzo Galilei che insieme ai membri della Camerata Fiorentina contribuì alla nascita dell’opera lirica e allo sviluppo della teoria musicale. Galileo si trova in mezzo a queste due rivoluzioni: quella scientifica in senso stretto e quella musicale.
L’una e l’altra sono inseparabili nella vita di Galileo, e noi vogliamo raccontare proprio questo: come la scienza e la musica non siano altro per Galileo che la stessa voce di quel “grande libro della natura” che è l’universo, vissuto - grazie anche all'insegnamento del padre - attraverso l'osservazione, l'ascolto e il ragionamento: L'ORDINE DELL'OCCHIO.

La musica e la scienza

Padre della scienza moderna, Galileo (1564 – 1642) era figlio di Vincenzo Galilei, noto teorico, compositore e liutista  associato alla Camerata de’ Bardi. Delle idee della Camerata Vincenzo  fu il primo e il più importante espositore: entrato in conflitto con la tradizione classica, aveva proposto di ritornare alla melodia monodica contro l'imperante polifonia contrappuntistica,contribuendo in maniera significativa, sia dal punto di vista teorico che estetico, alla rivoluzione musicale che porterà alla nascita della musica barocca.
Vincenzo e Galileo sono fra i maggiori testimoni della rivoluzione scientifica e artistica che fiorì in Italia nei primi decenni del Seicento.
Galileo, secondo il suo primo biografo Vincenzo Viviani, suonava in maniera eccellente strumenti a tasto e il liuto, “superando nella gentilezza e grazia del toccarlo il medesimo padre”.
Oltre alla pratica strumentale, Galileo si occupò anche di musica nelle sue ricerche scientifiche e nei suoi saggi sull'arte, fornendo indirettamente un contributo fondamentale alla teoria musicale, nell’approfondire e sviluppare le teorie che il padre aveva esposto nel Dialogo della musica antica et della moderna. A Galileo si devono infatti la scoperta e la comprensione di alcuni fenomeni acustici (descritti in Discorso intorno a due nuove scienze, giornata prima).

L'estetica e la prassi

16209-dialogo v galilei Esteticamente le nuove posizioni di compositori e teorici (primi fra tutti quelli della fiorentina Camerata de' Bardi, di cui Vincenzo Galilei faceva parte, così come Mei, de' Cavalieri, Rinuccini ed altri) avvicinano la musica alla poesia: Galileo sposa le teorie del padre, (cfr. la  citazione in esergo), l’idea centrale nella rivoluzione musicale di “muovere gli affetti e i moti dell’animo” che ricorda Monteverdi e la sua “seconda pratica”.
Parte integrante di questa posizione diventerà per Galileo l’idea che la musica strumentale non sia seconda alla vocale, una concezione che suo padre fu il primo a proporre. La musica strumentale, quale praticata anche dal fratello Michelangelo, liutista,  presenta “durezze e dissonanze” tali a “risvegliare gli affetti occulti”: nel giro di pochi anni lo stile musicale muterà drasticamente rispetto a quello degli anni di Vincenzo, proprio nel senso da lui auspicato, e colto dal figlio Galileo.
Il programma musicale parte dalle prime opere di Vincenzo e Michelangelo (la cui prima raccolta fu pubblicata grazie al finanziamento di Galileo) e dei loro contemporanei e segue l' evoluzione stilistica del primo trentennio del secolo, illustrando questa "seconda pratica" e la "teoria degli affetti", che sostiene fortemente l'idea che la musica non si debba limitare a descrivere i sentimenti umani, ma che sia in grado di suscitare essa stessa le passioni.

La teoria e la sperimentazione

Ma non furono solo rivoluzioni estetico-formali, quelle di quegli anni, ma anche rivoluzioni scientifiche riguardanti la teoria musicale, l'acustica, i temperamenti e l'accordatura degli strumenti.
[…] False opinioni, nate negli uomini persuasi dagli scritti di alcuni, nelle quali sono stato ancor’io, di che sendomi ultimamente accertato con il mezzo dell’esperienza, delle cose maestra.
(Vincenzo Galilei, Discorso intorno all’opere di Messer Gioseffo Zarlino, Firenze presso G. Marescotti, 1589).
L’osservazione è la chiave della storia di Vincenzo e di Galileo Galilei. Ecco anche spiegata la presenza dell’immagine, oltre che del suono.
Vincenzo fu un teorico rivoluzionario: egli non accettava le teorie imperanti perché esse funzionavano nella teoria, ma non corrispondevano a ciò che Vincenzo riscontrava attraverso l’osservazione sperimentale.
I suoi esperimenti sulla tensione delle corde furono eseguiti con l’aiuto del figlio, allora giovinetto, e da questo ripresi in età matura nei suoi Discorsi e dimostrazioni matematiche intorno a due nuove scienze, 1638.
Si potrebbe dire che la scienza moderna, che procede sempre con la sperimentazione e con la verifica dell’osservazione, nasce con la musica e con Vincenzo. E viene da lui insegnata al figlio Galileo, colui che cambierà per sempre la visione dei fenomeni naturali.
Le nuove teorie di acustica e teoria musicale di Vincenzo (portate a compimento dal figlio Galileo) sostituirono così il complesso agglomerato di mito, dogmi scolastici, misticismo e numerologia, che costituivano il fondamento dell’antica teoria musicale con una base molto meno imponente ma più solida e permanente.
Diversamente dalla vecchia metafisica, la nuova scienza riconobbe la prerogativa del musicista.
Mentre gli insegnava a comprendere il materiale grezzo che accoglieva dalla natura, lo lasciava libero di impiegarlo secondo le sue necessità e di plasmare i suoi precetti operativi secondo motivazioni puramente estetiche.
E così, seguendo la passione per l’osservazione, e con la libertà e il potere che Vincenzo e poi Galileo conferiscono al nuovo magus: (l’artista e lo scienziato), guardiamo il cosmo con occhi diversi e interagiamo con esso, alla ricerca di nuovi significati.
Viaggiamo attraverso l’occhio di Galileo ascoltando quel musico di cui ci parla nella lettera a Cardi, colui che ci muove a compassione con "crudezze e accenti patetici".

Il Video

L’esecuzione musicale è accompagnata da una proiezione di video-arte. Perché la video-arte? Anzitutto perché trasforma il concerto in un racconto; un racconto libero, perché, al contrario del cinema classico, non dà un significato univoco a una storia così grande e complessa, ma lascia allo spettatore la libertà di orientarsi a proprio modo nel mondo di Galileo, procedendo per allegorie, libere associazioni, atmosfere. La seconda ragione è avvicinare il pubblico alla musica barocca; far uscire la musica del XVII secolo dai libri di storia e renderla accessibile, attuale e viva attraverso i nostri strumenti contemporanei.
Il video racconta la vita e il pensiero di Galileo, evocandone i momenti salienti, dalla formazione pisana alla fama europea. È un’evocazione che non vuole né può essere esaustiva; non si tratta di una biografia o di un saggio su Galileo: è piuttosto un affresco, un’immersione in un mondo in cui gli uomini stavano cambiando modo di pensare, affacciandosi vertiginosamente ai nuovi orizzonti della terra e del cielo.

 La storia di Galileo Galilei è il ritratto di una geniale, controversa e disperata solitudine. È la storia di un pensiero ostinato, solo contro tutti e contro il mondo: quell’ostinazione della verità che cambia radicalmente il posto dell’uomo nella storia e, in questo caso, nell’universo.
Galileo non guardava mai dove guardavano tutti gli altri. Se si indicava a terra, lui guardava il cielo, e viceversa.
È stata questa disobbedienza la causa della sua solitudine in quanto scienziato.
È stata la sua maldestra curiosità che lo ha portato dove nessuno aveva mai immaginato di poter arrivare.
Quando si indicavano le carte del sistema tolemaico o di altre cosmologie divine, lui voleva prima guardare il cielo coi suoi occhi (così come il padre Vincenzo rifiutava il sistema pitagorico sostenuto da Zarlino, perché non corrispondeva a ciò che ascoltavano le sue orecchie).

L’occhio di Galileo: è stato questo che ha segnato l’inizio del pensiero moderno. L’occhio di Galileo non è soltanto l’organo fisico in sé, ma è l’occhio immateriale della ragione; è ciò che lo ha spinto a non fidarsi dell’indagine astronomica “a occhio nudo”, ma a guardare dentro un cannocchiale, un occhio potenziato; è ciò che lo ha spinto a diffidare delle teorie ufficiali, già scritte sulla carta, e a indagare coi propri occhi il “libro della natura”.

GALILEO - L'ORDINE DELL’OCCHIO è una metafora sulla visione, sulla solitudine e sul buio.

 

Programma

Apri programma musicale

Interpreti

Accademia d'Arcadia
Alena Dantcheva, soprano

Davide Monti, Renata Spotti/Gian Andrea Guerra, violini
Guido De Vecchi, viola
Daniele Bovo, violoncello
Marta Graziolino/Chiara Granata, arpa barocca
Daniele Caminiti/Tiziana Azzone, tiorba e liuto
Filippo Ravizza, cembalo
Alessandra Rossi Lürig, cembalo e concertazione
 

Elettronica

Sofia Costantini
Alessandra Rossi Lürig

 

Voce narrante

Christian La Rosa

Regia Video - montaggio

Gianmaria Sortino

Sito dedicato 

 www.galileovideo.org

 

Galileo Project

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in collaborazione con

civ cin

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